Patent BoxUn argomento del quale si parla ancora poco è quello della c.d. PATENT BOX. Vero che, nella sostanza, non interessa la grande platea delle imprese ma – in concreto – rappresenta una opportunità solo per alcune, eppure, questa sembra essere una misura, finalmente, nella giusta direzione a sostegno delle imprese virtuose con lo sguardo nel futuro.

Vediamo di cosa si tratta.

Intanto cominciamo col dire che l’argomento prende il via dal Decreto Legge 3/2015, noto come “investment compact”, convertito con la Legge n. 33/2015, in GU lo scorso 25 marzo 2015.

In cosa si sostanzia la PETENT BOX? In breve si tratta di un regime, opzionale della durata di 5 anni, di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di marchi e brevetti. Più nel dettaglio, il regime di patent box consente, dal 1° gennaio 2015, di beneficiare dell’esclusione dalla base imponibile delle imposte sui redditi e dell’IRAP di una quota pari al 30% del reddito derivante dall’utilizzo di opere dell’ingegno, marchi e brevetti, quota destinata ad aumentare al 40% nel secondo esercizio per attestarsi al 50% dal terzo.

Nel caso di utilizzo diretto dei beni immateriali nell’attività d’impresa, il reddito figurativo derivante dallo sfruttamento delle attività è detassato in misura corrispondente al contributo economico apportato da tali beni nella produzione del reddito complessivo. La determinazione di tale “quota” dovrà avvenire in via preventiva con l’Agenzia delle Entrate.

Tra le finalità della misura, vale ricordare anche lo scopo di natura antielusiva, al fine di ridurre i fenomeni di trasferimento dei suddetti beni immateriali in territori a fiscalità agevolata oltre che al fine di favorire il rientro in Italia di marchi e brevetti.

L’opzione per l’applicazione del regime ha validità per cinque esercizi ed è irrevocabile. Tra le principali modifiche approvate durante l’iter di conversione del decreto, si segnala la possibilità di rinnovare il regime opzionale una volta decorso il quinquennio di applicazione.

Anche l’utilizzo dei marchi è agevolato.

Tra i costi agevolati sono compresi anche quelli sostenuti per attività di ricerca e sviluppo affidata in outsourcing (ad università, enti di ricerca o imprese esterne) e quelli sostenuti per l’acquisizione dei beni immateriali ammissibili al beneficio.

 

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