aumento credito impreseBanca d’Italia, come riporta Reuters venerdì 15/1 scorso, ci dice che il “credito alle imprese è in ripresa per molti settori ma è ancora in contrazione nelle costruzioni dove la prudenza delle banche è legata anche all’elevata quota di crediti anomali accumulati nel settore…La ripresa del credito alle imprese mostra però ancora un andamento differenziato fra settori di attività e per classe dimensionale “.

Non ci viene detto molto per quanto riguarda la classe dimensionale, ma l’esperienza ci sta insegnando che a beneficiare delle nuove linee di credito sono, spesso, le aziende di maggiori dimensioni e con migliori rating, mentre le PMI (con tutti i limiti di questa definizione), continuano a “soffrire” la stretta creditizia. Tra queste, in modo particolare, a subire più degli altri, ci sono le aziende legate al settore immobiliare e delle costruzioni, per le quali il credito è in diminuzione (ufficialmente del -2,3%) e quelle dell’industria non manifatturiera.

“L’andamento ancora fortemente negativo dei prestiti nel settore delle costruzioni rifletterebbe da un lato le perduranti difficoltà in cui versa il settore stesso, dall’altro politiche di offerta ancora molto prudenti da parte degli intermediari, verosimilmente connesse anche con l’elevata quota di crediti anomali sul totale dei finanziamenti, pari a circa il 50%”, spiega Bankitalia.

La gestione del credito alle imprese di costruzioni ed alle immobiliari, meriterebbe un approfondimento a parte per tutto quanto accaduto in questi anni, e lo sanno bene gli imprenditori del settore i quali, in molti casi, si sono trovati con cantieri iniziati e finanziamenti congelati, con la conseguente impossibilità di portare a termine le operazioni, anche in presenza di risultati commerciali di tutto rispetto e di programmi di lavoro che rispettavano l’iter previsto in origine, in fase di concessione del credito. Una pagina nera della recente storia industriale del nostro paese.

 

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