A partire da questo 2018 le imprese, oltre ai fondi, che svolgono operazioni finanziarie, devono ottemperare a nuovi obblighi in materia di trasparenza e stabilità dei mercati finanziari. Tra questi, si annovera anche l’obbligatorietà della richiesta di attribuzione del cosiddetto codice LEI, un acronimo che sta per Legal Entity Identifier: un codice univoco, composto da 20 caratteri, che identifica le parti nelle transazioni finanziarie effettuate in tutti i mercati finanziari del mondo.

Tutto prende il via dai lavori del G-20 attraverso il Financial Stability Board (FSB) allo scopo di potenziare la gestione del rischio sistemico globale.

In Italia, la gestione operativa dell’assegnazione dei codici è affidata a InfoCamere, la Società di Unioncamere, e la richiesta di attribuzione del codice va effettuata telematicamente. L’attribuzione del codice ha validità un anno dalla data del rilascio e può essere rinnovata annualmente … previo pagamento. Il primo anno, il costo è di 122,00 euro, mentre l’onere per il rinnovo è di 84,50 euro + IVA.

Il Codice LEI è quindi necessario per il compimento di operazioni finanziarie, quali – ad esempio – la compravendita di azioni e obbligazioni, la negoziazione di opzioni, derivati, swap e sono da intendersi rientranti nella disciplina anche la sottoscrizione di mutui con strumenti finanziari sottostanti.

La richiesta di attribuzione del codice LEI si può fare collegandosi al sito www.LEI-Italy.infocamere.it

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