Il tuo cliente non accetta la cessione del credito? Un mito da sfatare

Il ricorso al factoring si è rivelato, e lo sarà di più in futuro, opportuno e necessario per molte imprese, anche in sostituzione del credito bancario.

Ma frequentemente gli imprenditori muovono obiezioni a questo strumento: è caro, richiede troppo tempo, “ma il mio cliente non accetta la cessione del credito” sono le più frequenti.

Prendiamo in considerazione l’ultima. È una obiezione frequente che, a volte (con una frequenza maggiore di quel che si creda) in realtà nasconde un timore, una “paura” del fornitore, più che una reale posizione contraria del cliente. Altre volte, invece, è effettivamente vera, vuoi perché il contratto sottostante la fornitura vieta espressamente la cessione del credito, vuoi perché il cliente è una realtà importante che ha propri accordi con una compagnia interna al gruppo o convenzionata, vuoi perché, semplicemente, il cliente preferisce non impegnarsi con un riconoscimento di debito per potersi mantenere una certa elasticità nei pagamenti e un maggiore controllo sul fornitore.

La “paura” del fornitore (che si genera “auto-obiezioni”) è invece quella di mostrare un segnale di debolezza al proprio cliente (avere la necessità di cedere i crediti per poter incassare immediatamente le fatture), rendendogli nota la propria necessità di credito, cosa che non avviene nella pratica dell’anticipo fatture senza notifica o nell’anticipo delle ricevute bancarie. Ma il nostro fornitore dimentica che, molto probabilmente, anche il cliente fa altrettanto ricorso al credito, con gli stesso o altri strumenti (salvo pochi casi di aziende particolarmente virtuose).

Dunque, come possono agire le aziende per poter incassare monetizzare i propri crediti sfruttando questa opportunità?

Se l’impresa cedente ha dei buoni valori e un buon andamentale, si può chiedere al Factor di valutare la cessione del credito in forma non notificata, quindi senza che il cliente sappia della cessione del proprio credito (o meglio, senza che al cliente venga chiesto di sottoscrivere il riconoscimento). Questa forma di credito, sta crescendo nella sua diffusione anche grazie alla possibilità concessa ai Factor di accedere alla garanzia del Fondo Centrale.

E’ evidente come, questa possibilità, faccia venir meno anche l’obiezione riferita al “tempo” cioè al numero di giorni necessario per vedere monetizzati i crediti sul proprio conto. Infatti, venendo meno l’intervento del cliente e dei suoi tempi, l’accredito è molto veloce.

Quanto al prezzo che dire: vogliamo fare i conti per bene, insieme? In molti casi, nella mia esperienza, il factoring si è dimostrato di gran lunga più economico rispetto alla banca tradizionale. Senza considerare i benefici conseguenti.

Come capire se la tua azienda è idonea per la cessione del credito non notificata?

Parlane con me e facciamo insieme una verifica.

Scrivimi a claudio.arrigoni@fmediafinance.it

Incentivi e contributi per la trasformazione digitale delle imprese

E’ il momento di approfittare degli incentivi per la trasformazione digitale delle PMI.

Parte il 15 dicembre la possibilità di presentare le domande di agevolazione a sostegno di processi di Digital Transformation.

La dote è di 100 milioni di euro destinati a sostenere la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese, attraverso l’applicazione di tecnologie avanzate previste nell’ambito di Impresa 4.0 e di quelle relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera.

Il beneficio è riservato alle MPMI operanti nel settore manifatturiero  e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere, nel settore turistico, per le imprese impegnate nella digitalizzazione della fruizione dei beni culturali, che dispongano di almeno due bilanci approvati e depositati e con ricavi delle vendite e delle prestazioni pari ad almeno 100 mila euro.

Gli investimenti agevolabili dovranno avere un importo minimo di 50 mila euro, mentre i benefici saranno riservati a progetti di importo fino a 500 mila euro.

Gli interventi dovranno riguardare; -) Tecnologie 4.0, ad esempio advanced manufacturing solutions, additive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e vertical, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics; -) l’adozione di Soluzioni tecnologiche digitali di filiera, ad esempio l’ ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni, software, piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica, altre tecnologie, quali sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, fintech, sistemi elettronici per lo scambio di dati (electronic data interchangeEDI), geolocalizzazione, tecnologie per l’in-store customer experience, system integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale, internet of things.

L’agevolazione si compone di un contributo a fondo perduto pari al 10% e di un finanziamento agevolato del 50%.

Approfondisci chiedendo un contatto qui!

Credito Adesso: uno strumento per le imprese lombarde

Lo scorso 5 settembre è stato riaperto il Bando Credito Adesso di Regione Lombardia.
Riservato alle micro imprese e alle PMI, dei settori del turismo, servizi, industria, commercio, artigianato, e agroalimentare, consente di accedere a un finanziamento chirografario abbinato a un contributo in conto interessi, destinato a sostegno del capitale circolante delle imprese ma anche dei professionisti.

Possono presentare domanda le imprese con sede operativa in Lombardia, regolarmente iscritte al Registro delle Imprese e operative da almeno 24 mesi, con ricavi medi non inferiori a 120 mila euro.

Oltre a Finlombarda (la finanziaria di Regione Lombardia) deve essere coinvolto un soggetto bancario convenzionato e il finanziamento prevede un rimborso con rata semestrale a capitale costante (alle scadenze fisse del 1° aprile e del 1° ottobre di ogni anno), senza preammortamento. Il Finanziamento non potrà superare il 15% della media dei Ricavi Tipici (ultimi due Esercizi chiusi) e il singolo Finanziamento non potrà superare la differenza media tra Attivo circolante e Disponibilità Liquide risultanti dagli ultimi due bilanci.

L’importo massimo per le PMI potrà arrivare a Euro 750.000,00 mentre il limite per le MID CAP è di 1,5 milioni; per i professionisti il limite scende a 200 mila euro.

Per approfondimenti scrivi a info@claudioarrigoni.it