Recentemente sono stati resi noti i dati del rapporto annuale Osservatorio PMI che analizza oltre 40 mila imprese italiane manifatturiere e di servizi, rientranti nella definizione di PMI. Come sempre, è una fonte importante di notizie e di spunti di riflessione.

Delle aziende esaminate, ne sono state individuate circa 7.100 che hanno registrato un valore della produzione tra i 20 ed i 250 milioni e su questi ha concentrato parte del proprio studio (ma come sappiamo, e qui ne abbiamo una ulteriore conferma, la stragrande maggioranza delle imprese ha volumi inferiori a 20 milioni e spesso tra queste vi si trovano delle vere e proprie eccellenze, comunque!).

Lo studio ha quindi analizzato quelle che, tra le 7.100 aziende tra i 20 ed i 250 milioni di fatturato, hanno superato la media del loro settore specifico in circa una decina di parametri economico-finanziari e patrimoniali, andando a ricercare elementi di eccellenza. Il risultato ha permesso di identificare 448 PMI eccellenti, rispetto a questi parametri.

La successiva analisi delle 448 imprese, ha permesso di evidenziare alcuni ulteriori elementi.

Intanto, solo il 6% delle imprese del campione presenta le caratteristiche di eccellenza ricercate. Sono imprese che hanno saputo aumentare il valore della produzione (in media del + 13.4% nel periodo 2010-2014), aumentando nel contempo il flusso di cassa e riducendo il proprio indebitamento. In sostanza, hanno prodotto ricchezza. Mediamente, nello stesso periodo, il reddito operativo è cresciuto al ritmo del 32.9% annuo! Quello che è ulteriormente interessante è che, in un contesto generalizzato di domanda stagnante o stabille, queste PMI hanno saputo aumentare la propria quota di mercato, aumentando nel contempo i margini, rimanendo focalizzate nella propria area di business (l’86% delle aziende).

Ma anche altre informazioni interessanti emergono. Ad esempio, un’azienda su tre, tra le 448 eccellenti, ha effettuato acquisizioni negli ultimi tre anni e una su due prevede di farne nei prossimi tre anni.
E ancora, il 47% degli imprenditori ha dichiarato di essere disposto a valutare progetti di apertura del capitale a terzi per proseguire il proprio percorso di crescita.

L’innovazione è un’altra delle carte vincenti giocate da queste PMI negli anni esaminati, insieme alla internazionalizzazione e questo nonostante le imprese italiane siano mediamente (78%) di dimensioni inferiori dei loro competitor esteri.

Altro dato interesante è che l’85% di queste aziende sono a conduzione familiare e il 42% di queste non ha ancora definito il passaggio generazionale.

Investimenti importanti e in crescita rispetto al passato (il 89% delle imprese), sviluppo della gamma di prodotti e servizi (53%), internazionalizzazione costante, innovazione (circa il 50% delle aziende intervistate ha richiesto la registrazione di brevetti e in media le eccellenti investono in innovazione circa il 5% del proprio fatturato) sono tratti che accomunano queste 448 imprese scelte tra le 7.100 imprese con fatturato tra i 20 ed i 250 milioni.

Per quanto riguarda il piccolo osservatorio personale, la ricetta è la stessa anche per le PMI con fatturato inferiore ai 20 milioni: quelle che sviluppano crescita ed utili sono quelle che hanno saputo innovare, si sono proposte in modo importante e serio all’estero, quelle che hanno una organizzazione interna funzionante ma non ingessata, con dipendenti professionalizzati e mediamente giovani. Eccellenza ed entusiasmo, due chiavi che spesso vengono usate insieme e che sono interdipendenti tra loro. E allora mi sovviene un libro scritto dal bravo Paolo Ruggeri, L’Etica dell’Eccellenza (http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=4): “L’Etica dell’Eccellenza è il fondamento del successo. Da essa dipendono la tua motivazione, la tua carica positiva, la fiducia che hai in te stesso, le opportunità che ti vengono offerte.”

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