Open Day OSM Lombardia

Metti solidi fondamenta alla tua impresa!

Venerdì 9 aprile 2021 sarò tra gli speaker dell’Open day di OSM Lombardia (https://osmpartnerlombardia.it/) e parleremo di come gli imprenditori che adottano sistemi innovati di gestione dei collaboratori e del management riportano un incremento del fatturato a doppia cifra, una forte carica positiva e un team di collaboratori sempre più autonomo.

Durante la Open Day avrai la possibilità di conoscere gli strumenti e le azioni di management che più impattano sulla tua attività.

Approfondisci a questo link:

https://mailchi.mp/6834730ed31f/finanza-aziendale-parlane-con-noi

BCE: in Europa troppe banche. E quindi?

“Personalmente credo in Europa ci siano troppe banche”. Cosi si è espresso il presidente del Consiglio di vigilanza della Bce Andrea Enria in una intervista concessa a SKY.

Un’affermazione che dovrebbe interessare molte imprese e imprenditori che fanno ricorso al credito bancario per sostenere i propri investimenti e il proprio circolante. Crediamo, infatti, che chi fa impresa da qualche tempo abbia già avuto modo di sperimentare l’effetto delle concentrazioni bancarie sui propri affidamenti: molto raramente, e solo per imprese con tutti “i numeri” a posto, l’ammontare complessivo degli affidamenti è rimasto lo stesso. Più frequentemente, invece, è successo che – di colpo o gradatamente – nelle situazioni in cui due o più banche fuse assistevano la stessa impresa, questa si sia trovata a dover affrontare una riduzione degli affidamenti.  Le conseguenze possono essere diverse ma, quasi in ogni caso, gli scompensi si sentono.

In sostanza, la politica di disintermediazione continua e si accentuerà in un futuro ormai prossimo. E quindi? Quindi bisogna che gli imprenditori comincino a pensare di poter fare a meno delle Banche, almeno per come le abbiamo storicamente conosciute. E la ricetta non è una sola e deve essere personalizzata per ogni diversa realtà. Si tratta di avviare un percorso che coinvolge molti fattori e va avviato al più presto.

Se vuoi approfondire, scrivi e chiedi un colloquio gratuito: info@claudioarrigoni.it

Credito Adesso: uno strumento per le imprese lombarde

Lo scorso 5 settembre è stato riaperto il Bando Credito Adesso di Regione Lombardia.
Riservato alle micro imprese e alle PMI, dei settori del turismo, servizi, industria, commercio, artigianato, e agroalimentare, consente di accedere a un finanziamento chirografario abbinato a un contributo in conto interessi, destinato a sostegno del capitale circolante delle imprese ma anche dei professionisti.

Possono presentare domanda le imprese con sede operativa in Lombardia, regolarmente iscritte al Registro delle Imprese e operative da almeno 24 mesi, con ricavi medi non inferiori a 120 mila euro.

Oltre a Finlombarda (la finanziaria di Regione Lombardia) deve essere coinvolto un soggetto bancario convenzionato e il finanziamento prevede un rimborso con rata semestrale a capitale costante (alle scadenze fisse del 1° aprile e del 1° ottobre di ogni anno), senza preammortamento. Il Finanziamento non potrà superare il 15% della media dei Ricavi Tipici (ultimi due Esercizi chiusi) e il singolo Finanziamento non potrà superare la differenza media tra Attivo circolante e Disponibilità Liquide risultanti dagli ultimi due bilanci.

L’importo massimo per le PMI potrà arrivare a Euro 750.000,00 mentre il limite per le MID CAP è di 1,5 milioni; per i professionisti il limite scende a 200 mila euro.

Per approfondimenti scrivi a info@claudioarrigoni.it

CRISI D’IMPRESA E INSOLVENZA: I NUOVI OBBLIGHI PER LE SRL

Cause, effetti e benefici della riforma del codice – D.LGS 14/2019

Dalla normativa all’obbligo del check up aziendale.
Cosa fare per cogliere le opportunità veicolate dalla nuova direttiva.

Sei un’azienda con un fatturato o un attivo patrimoniale superiore a 2 Milioni di Euro?

Allora devi esserci.

Il nuovo Codice sulla Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza amplia ed estende, anche alle piccole Srl, l’obbligo di adeguate misure e strumenti di gestione volti a garantire l’adozione del modello organizzativo più efficace per una gestione sana ed affidabile.

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Alternative al finanziamento bancario?

Canali alternativi al sistema bancario. E’ un argomento che, ormai da alcuni anni, è di attualità e se ne parla molto, anche se si vede poco, almeno tra i capannoni delle PMI.

In effetti, il tentativo di fare a meno delle banche è molto più datato, ma i risultati sono ancora, tutto sommato, modesti. Attenzione, non che i tassi di crescita dei canali alternativi non sia importante, ma in volumi oggi è ancora la banca che, più di altri, assiste il sistema imprenditoriale. Poi, non vi sarebbe da sottacere il fatto che, molto spesso, “dietro” un operatore alternativo vi siano ancora le banche o, quantomeno, i fondi delle banche.

In ogni caso, il tema di trovare un’alternativa alla banca è diventato di attualità dopo l’inizio della crisi del 2008, quando ormai era palpabile il credit crunch (anche se le banche lo negano, lo sanno bene gli imprenditori delle PMI e dell’edilizia!). Come ben ricordano i meno giovani, dal 2008 in poi, molti imprenditori si sono trovati a dover sostenere un vero e proprio assedio da parte delle banche che chiedevano (pretendevano) rientri dalle posizioni debitorie, in alcuni casi da un giorno all’altro oppure anche con piani a medio termine ma, in ogni caso, molti hanno esperimentato la fatica del rapporto con i loro partners finanziari.

Oggi non è cambiato granché: le banche sono senz’altro disponibili a concedere credito, a condizioni molto interessanti. Ma solo a chi merita. Cioè a quelle aziende che godono di merito creditizio (altro tema già ampiamente trattato in questo blog: vedi questo post e i successivi). E allora ecco che nascono, in questi ultimi pochi anni, diversi strumenti e canali di finanziamento alternativi al canale bancario.

Ma … c’è un ma. Il merito creditizio: quello è rimasto, tale e quale, anzi! A volte i canali alternativi hanno criteri di assunzione ancora più rigidi rispetto alle banche tradizionali.

E allora? E allora, banca si o banca no, il merito creditizio va costruito. Di denaro ce n’è molto ed è disponibile per gli investimenti sicuri. Appunto, sicuri. Cioè destinati a quei progetti che … meritano (e si torna qui).

Vuoi sapere come fare per avere questo benedetto “merito creditizio”? Bene, continua a seguire questo blog oppure scrivi a info@claudioarrigoni.it e chiedi un appuntamento (anche telefonico), riservato e senza impegno. E continua a seguire questo blog.

Nei prossimi post parleremo di PIR, mini-bond, fintech e strumenti alternativi al credito bancario.

Fatturazione elettronica: facciamo il punto.

Il tema della fatturazione elettronica è stato ampiamente discusso e illustrato, ormai da mesi, anche se rimangono ancora molti interrogativi. In vista della ormai prossima entrata in vigore, proviamo anche noi a fare il punto sull’argomento.

Intanto sappiamo che, dal prossimo 1 gennaio 2019, la fatturazione dovrà avvenire (quasi) esclusivamente in forma “elettronica” (per le fatture nei confronti della pubblica amministrazione è già così da tempo, mentre la fatturazione dei carburanti per autotrazione – ai fini della loro deducibilità – lo è dall’1 luglio di quest’anno).

Il controllo e la conservazione delle fatture sarà eseguito direttamente dallo Stato, pertanto non è più obbligatoria la conservazione della documentazione cartacea e, di conseguenza, neppure la stampa fisica o ottica delle fatture.

Le aziende minimamente strutturate, magari con un gestionale, si saranno già adeguate o lo stanno per fare, anche grazie alle società di software che stanno lavorando in tal senso. Le più piccole lo stanno magari facendo con l’aiuto del commercialista. Gli altri?

Intanto, non sono obbligati alla fatturazione elettronica coloro che rientrano nel vecchio regime dei minimi o nel regime forfettario (anche se dovranno attrezzarsi per ricevere le fatture elettroniche emesse a loro carico). Non si ricorre alla fattura elettronica neppure per la compravendita di merci (o servizi resi) al di fuori dello Stato: in questo caso valgono le regole specifiche per questo tipo di attività.

Dicevamo che per l’emissione della fattura non è più necessaria la stampa. Infatti, l’emissione avviene attraverso lo SDI, il sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate e, prima della sua emissione, la fattura dovrà essere firmata digitalmente (attrezzarsi anche in tal senso: pensiamo a chi emette centinaia o migliaia di fatture ogni mese!).

Per registrarsi al portale messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (gratuitamente e che può essere utilizzato per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche) è necessario essere in possesso dello SPID o di altre identità digitali riconosciute. Come avere lo SPID (acronimo che sta per Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale)? Basta (!) farne richiesta ai soggetti autorizzati a fornirlo: Infocert, Poste Italiane, Sielte o TIM (si quella dei telefoni). Ma si possono utilizzare anche la carta nazionale dei servizi o la carta di identità elettronica ma occorre prima abilitarle all’uso dei servizi. Il vantaggio dello SPID è di essere dematerializzato (cioè non legato ad alcun supporto fisico ma composto da uno username e una password).

La spedizione fisica della fattura non sarà più necessaria (sarà il cliente a doverla scaricare) e la sua conservazione avverrà in modo dematerializzato a cura dell’amministrazione fiscale (ma il consiglio è di tenerne comunque traccia o copia). Le fatture saranno standardizzate (XML) e saranno disponibili attraverso lo SDI (il Sistema Di Interscambio gestito da Agenzia delle Entrate), grazie al quale si può anche provvedere, gratuitamente, a tutti gli adempimenti (ma, come dicevamo, per chi ha un numero significativo di documenti, in entrata o in uscita, saranno indispensabili degli adeguamenti dei software gestionali, al fine di automatizzare queste attività).

La data della fattura sarà quella apposta dall’utente al momento dell’invio allo SDI (che registrerà data e ora) e l’amministrazione fiscale ha 5 giorni di tempo per svolgere le verifiche formali sul documento e stabilirne l’accettazione o lo scarto. In quest’ultimo caso, bisognerà intervenire per correggere l’errore evidenziato e riproporre la fattura corretta, anche con medesimo numero e data.

Questo aspetto del momento di emissione è importante in quanto la norma, stabilisce che la fattura vada emessa entro le ore 24 del giorno in cui è avvenuta l’operazione: in sostanza, sembrano scomparire le fatture riepilogative mensili.

Sino al 30/6/2019 ci sarà tolleranza sui termini di emissione delle fatture rispetto al momento in cui sorge l’obbligo (purché entro il termine di liquidazione). A partire da luglio 2019 si potrà emettere la fattura entro un termine massimo di 10 giorni rispetto a quello di effettuazione dell’operazione (in contrasto con la previsione base della norma), purché l’imposta venga liquidata entro il termine normale. Pertanto, saranno possibili anche fatture riepilogative di più prestazioni o di più DDT, purché venga emessa entro 10 giorni dal “momento impositivo”.

L’obbligo di numerazione delle fatture di acquisto è eliminato in quanto l’identificazione del documento avverrà in modo univoco a cura dello SDI.

Insomma, come per molte altre cose, ci attrezzeremo e ci sottoporremo anche a questo. Viceversa, chi le fatture già non le emetteva, pensate che ora si adeguerà?