Interessanti i dati diffusi da Studio Pagamenti, sulla base di una indagine realizzata da Cribis D&B, mirata a rilevare le provincie con le aziende migliori e peggiori pagatrici in Italia.

In generale, viene evidenziato un miglioramento nella puntualità e, come contraltare, si registra una lieve diminuzione nei ritardi, almeno in quelli che lo studio considera “gravi”.

A livello nazionale, il 35,4% delle imprese paga le fatture a scadenza e il 51,5% entro un mese di ritardo. E’ un buon dato anche se ancora distante dai livelli del 2010, rispetto ai quali i pagamenti in ritardo di oltre il mese dalla scadenza continuano ad essere oltre il doppio e quelli effettuati regolarmente in scadenza sono inferiori del 4,3%.

Sono comunque informazioni interessanti e, tutto sommato, incoraggianti, segno di un maggior rigore e di una minore disponibilità a concedere credito fuori dai plafond assegnati, il che costringe i clienti a rispettare con maggiore attenzione le scadenze concordate. E questo è un bene.

Oltre a questo, però, lo studio rileva un miglioramento degli indici di solidità economica e “commerciale” delle aziende, grazie anche alla maggiore apertura al mercato internazionale.

Tutto questo però non arriva da solo ma grazie anche agli investimenti e all’introduzione di procedure di risk management in molte aziende, che hanno usato la gestione del credito come uno dei parametri di segmentazione della clientela, rendendo poi la puntualità dei pagamenti uno degli elementi chiave per ottimizzare i flussi di cassa e migliorare i processi interni. Monitoraggio costante della clientela, adozione di strategie per la riduzione degli insoluti, efficientamento delle procedure sono state chiavi di questo miglioramento che oggi si registra.

Volendo poi segmentare da un punto di vista geografico il dato generale, ancora una volta le imprese del nord si confermano mediamente più puntuali, migliorando ulteriormente le loro performance con un 44,4% che paga alla scadenza (il 25% in più rispetto alla media nazionale) mentre i ritardi gravi sono solo del 7,4%. Situazione opposta per il sud e le isole, dove solo il 22,7% è virtuoso e ben il 21,4% fatica a saldare i debiti con i fornitori. Bene anche il nord ovest (41,7% di pagamenti alla scadenza, 8,4% oltre il mese di ritardo), situazione intermedia per il centro Italia (31,5% di imprese puntuali, 15,1% i cattivi pagatori).

Ancor più nel dettaglio, è la Lombardia ad aggiudicarsi il primo posto in fatto di puntualità con il 45,5% di imprese virtuose. Seguono, per completare le prime posizioni, l’Emilia Romagna (45,3%) e il Veneto (44,9%). Ultima Sicilia, con solo il 19,1% di pagamenti regolari, contro un 23,2% di gravi ritardi, seguita da Calabria (20,9%) e Campania (21%)

Sondrio è la città più puntuale d’Italia seguita, appunto, da Bergamo, Lecco, Belluno, Brescia, Trento e altre città del Nord. In fondo alla classifica Enna e Caltanissetta.

Infine, le micro imprese sono le più puntuali nel saldo delle fatture. Ben il 37% salda i debiti alla scadenza ma il 13,8% accumula ritardi gravi, a differenza delle grandi imprese, ritardatarie (gravi) solo nel 6,1% dei casi

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