Iniziamo oggi una serie di interventi dedicati a come la banca valuta l’impresa e a quali attenzioni porre, nella gestione aziendale ma anche nella preparazione della richiesta, affinché tu possa trovare una migliore predisposizione a valutare tua proposta e, perché no, possa essere accolta.

Premessa

In questi ultimi 10 anni (ricordiamo che questa crisi ha preso il via nel 2007 con la famosa vicenda dei mutui subprime), l’economia reale e il mercato economico-finanziario hanno subito un’evoluzione totale, complice – oltre alla crisi – la globalizzazione (non solo dei mercati ma anche dei rischi, come abbiamo visto) ma anche grazie all’innovazione tecnologica che ha investito tutti gli ambiti del nostro vivere.

Anche il mercato del credito si è modificato e altre importanti trasformazioni le vedremo nei prossimi anni e, in questo contesto, l’accesso al credito bancario rimane difficile, almeno per le aziende di piccole dimensioni e per quelle che non presentano una situazione

di solidità patrimoniale e prospettive finanziarie che consentano di fornire le necessarie certezze in merito alla performance e alla capacità di rimborso dei finanziamenti richiesti.

Vedremo poi, nel corso del presente lavoro, come le informazioni siano essenziali nel rapporto tra banca e impresa, sia per quanto riguarda l’accesso che per quanto riguarda i costi (alcune analisi, indicano infatti che le imprese più grandi, che rendono disponibili un maggior volume di informazioni ben strutturate e presentate, pagano meno, ottengono condizioni più vantaggiose rispetto alle PMI che non offrono lo stesso livello di informativa e trasparenza). Comunicare chiaramente e puntualmente influisce quindi sul processo di valutazione dell’azienda.

Nel frattempo, numerose sono le possibilità offerte dalla cosiddetta “finanza alternativa”; alternativa rispetto a cosa? Al sistema bancario tradizionale, per come lo conosciamo. Si tratta, a parere di scrive, di strumenti di cui si parla molto ma che sono riservati ancora a pochi e, anche in questo ambito, vale quanto premesso: le informazioni e le modalità di presentazione sono essenziali per poter approcciare questi nuovi strumenti (es. cambiali finanziarie o minibond, crowdfunding, lending, altre forme di aste su fatture, ecc.).

Credibilità e trasparenza sono le nuove parole d’ordine per l’accesso al credito in questo inizio di nuovo millennio. Prepariamoci quindi.

La crisi, iniziata nel 2007, è stata essenzialmente di origini finanziarie e gli impatti si sono avuti sul sistema finanziario ma, a cascata, sul sistema economico, con la conseguenza di modificare – ormai in modo permanente – il rapporto tra banche e imprese. Insomma, i “vecchi tempi” sembra non siano destinati a tornare, almeno non per chi ogni giorno approccia il proprio lavoro ed il mercato in modo corretto.

Assistiamo quindi ad un atteggiamento più rigido e ad una maggiore severità nel giudicare il merito creditizio, principalmente a discapito delle imprese di piccole dimensioni, che faticano a collocarsi tra le aziende affidabili. In questo, un ruolo importante la gioca il non sapere, non conoscere, come la banca giudica l’impresa, quali i nuovi parametri e le nuove caratteristiche essenziali per essere meritevoli, quale il linguaggio e quali le informazioni, qualitative oltre che quantitative, vanno fornite e in che modo.

Vedremo quindi, quali sono le informazioni più utilizzate dalle banche nella valutazione del merito creditizio dell’ impresa; come presentarsi in modo adeguato alla banca e ad altri eventuali finanziatori; quali possibili alternative al credito bancario si possono approcciare; vedremo come leggere e valutare a priori la situazione aziendale, per conoscere i punti di forza e di miglioramento; quali indici scegliere per valutare l’impresa; come formulare la domanda di credito; quali garanzie possono essere necessarie o quali proporre; in generale, capire come migliorare il merito di credito: è un percorso possibile, quasi sempre, che richiede impegno e disponibilità al cambiamento da parte delle imprese e da parte degli imprenditori. Le banche sono cambiate, non aspettiamoci che siano loro ad adeguarsi alle aziende, non è più così. Sta a noi essere motori del nostro cambiamento, anticipando le esigenze e le richieste della banca.

 

Alla prossima! Nel frattempo, se hai approfondimenti o necessità, scrivimi a info@claudioarrigoni.it

 

 

 

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