COME TI VALUTA LA TUA BANCA? 10: LE GARANZIE

Negli scorsi contributi, abbiamo visto molti degli aspetti che devi conoscere (ed applicare) per presentarti opportunamente alla tua banca. Ciò che più di altro mi preme che tu comprenda, che tu e la tua impresa, se già non lo avete fatto, dovete intraprendere “un percorso” che vi conduca ad essere meritevoli del credito che andate cercando e poi comunicarlo in modo adeguato.

Ma dopo tutto questo, quando sarete di fronte al “vostro” direttore o gestore e avrete illustrato, spiegato, mostrato, ecco che molto probabilmente vi sentirete dire la fatidica frase: “si, molto bene, complimenti. Ma quali garanzie può offrire?”. E a questo punto, se non siete preparati, un po’ di smarrimento (ma anche del legittimo nervosismo) lo potreste provare.

Vediamo quindi, pur brevemente, di cosa stiamo parlando.

Intanto è importante che ti sia chiaro che, a differenza di un tempo, le garanzie non sono più l’unico elemento, o il principale, in base al quale la banca decide se accogliere o meno la tua richiesta. Mi spiego meglio: offrire l’ipoteca sul tuo immobile per ottenere della liquidità non sortirà alcun risultato se la tua proposta di business, se la tua attività, la tua impresa, la tua idea, non risulteranno meritevoli di credito. Quindi, la proposta deve “camminare” da sola, essere credibile e generare flussi di cassa adeguati al rimborso del prestito. Poi sarà la banca che ti chiederà comunque una garanzia, per mitigare eventuali elementi di rischio e, di conseguenza, gli accantonamenti a cui può essere chiamata. Ma da sola, la garanzia non basta più. Quindi, non iniziare il tuo approccio con l’argomento delle garanzie, ma con la validità del tuo business. Se poi la banca ti chiede comunque una garanzia, allora verificherai cosa potrai fare.

Intanto vediamo quali sono le principali forme di attenuazione del rischio utilizzate normalmente nei rapporti bancari:

GARANZIE REALI: l’ipoteca, il pegno, il privilegio

GARANZIE PERSONALI: la fideiussione, l’avallo

GARANZIE STATALI: ad es. Fondo Garanzia per PMI

GARANZIE CONSORTILI: i Confidi

ALTRE FORME di garanzia atipiche

Più  nel dettaglio, l’IPOTECA è una garanzia reale che grava sugli immobili, sui beni mobili registrati e sui diritti reali di godimento (usufrutto, uso, ecc.). L’ipoteca può avere ad oggetto beni di proprietà del richiedente il finanziamento o di terzi soggetti (ad esempio, il socio della srl che concede in garanzia una ipoteca sulla propria abitazione) e nasce con la sua iscrizione nei pubblici registri. In caso di mancato pagamento, il soggetto che ha concesso il prestito potrà rivalersi sul ricavato dalla vendita dell’immobile colpito dall’ipoteca (la famigerata asta) e, qualora il ricavato dovesse essere inferiore al debito, quest’ultimo rimane in capo al debitore per la differenza. In questi giorni, sta per essere approvato il “Patto Marciano”, che è una forma di garanzia un po’ diversa, di cui – eventualmente – parleremo in seguito.

Il PEGNO è anch’esso una forma di garanzia reale ma colpisce beni mobili (titoli, somme di denaro, merci, crediti, ecc.) e si concretizza con lo spossessamento del bene che, pur rimanendo di proprietà del concedente (ad esempio, del debitore) viene però introdotto nel possesso del creditore. Anche in questo caso, qualora si verificasse l’inadempimento, il creditore ha diritto di vendere i beni che ha ricevuto in garanzia.

La FIDEIUSSIONE è invece un impegno, un obbligo, personale (la persona può essere fisica o giuridica) di pagare per conto del debitore principale. Cioè, per intenderci, se la banca concede un prestito a una srl e questa si rivela inadempiente, la banca può chiedere direttamente al terzo fideiussione di provvedere al pagamento e contro il fideiussore può attivare tutte le azioni che potrebbe avviare nei confronti del debitore principale (la srl del nostro esempio): il decreto ingiuntivo, il pignoramento dei beni personali, ecc.

L’AVALLO è una forma ora poco usata e riguarda debiti assunti attraverso la sottoscrizione di cambiali.

Il FONDO CENTRALE DI GARANZIA è invece uno strumento messo a disposizione dallo Stato per sostenere le PMI che possono avere difficoltà di accesso al credito. Di questo abbiamo già parlato in precedenti contributi (http://www.claudioarrigoni.it/2017/12/27/fondo-di-garanzia-pmi-cosa-cambia-dal-2018/).

Le GARANZIE CONSORTILI sono quelle rilasciate da Enti mutualistici in favore dei propri associati. Si tratta di una forma di garanzia che presenta dei costi ma che, negli scorsi anni, è stata molto utilizzata durante la lunga crisi iniziata nel 2008.

Tra le GARANZIE ATIPICHE possiamo invece ricordarne alcune: la lettera di patronage, utilizzata soprattutto nel caso il debitore faccia parte di un gruppo. Si tratta di una dichiarazione di impegno rilasciata da una delle società del gruppo in favore di quella che sta richiedendo il finanziamento e, di solito, sostituisce la fideiussione vera e propria; la cessione del credito, normalmente utilizzata quando la facilitazione ha per oggetto l’anticipazione di crediti commerciali (anticipo fatture, factoring); il mandato all’incasso, cioè l’incarico alla banca di procedere all’incasso dei crediti (che però non sono ceduti come nel caso precedente); infine i covenants, cioè condizioni che la banca chiede siano mantenute per la durata del prestito o parte di esso e che normalmente riguardano poste o indici di bilancio. Su questo aspetto una raccomandazione: a volte gli imprenditori pongono poca attenzione ai covenants che hanno sottoscritto, salvo poi trovarsi in difficoltà quando le condizioni cambiano e la banca chiede il rientro dall’esposizione o di prestare altre garanzie.

Questo per ora. Nel frattempo, se hai bisogno di un approfondimento, scrivimi senza impegno a info@claudioarrigoni.it.

CREDITO ALLE PMI: COSA ASPETTARSI DAL 2018

Gli osservatori e i commentatori davano l’anno appena concluso come quello della ripresa, anche dell’erogazione del credito da parte delle banche in favore delle imprese. O almeno, questo era quello che ci si aspettava. In effetti, le statistiche dicono il contrario e i prestiti alle imprese, da gennaio a ottobre 2017, sono scesi di ulteriori 50 miliardi di Euro (Fonte Banca d’Italia), in gran parte non erogati alle PMI, vista la propensione delle Banche ad erogare alle grandi aziende, con ratios migliori, al fine di contenere l’ammontare degli accantonamenti. E’ noto, infatti, che migliore è il rating delle imprese, minori sono gli accantonamenti e viceversa.

Il punto è proprio questo, e ne ho già parlato da queste pagine: il mondo del credito è cambiato, le regole non sono più “quelle di prima”, ed è velleitario continuare ad attendere che possa tornare ad essere com’era. Inoltre, anche questo l’ho già anticipato, nuovi e importanti cambiamenti sono all’orizzonte. Anzi, alcuni sono già operativi. Mi riferisco, ad esempio, all’avvento delle nuove regole che saranno applicate dal Fondo Centrale di Garanzia, lo strumento al quale, in questi anni, le Banche hanno attinto a piene mani per fare credito alle PMI e, a volte, per rientrare dalle esposizioni sui fidi: l’accesso alla garanzia non sarà più automatico, così come non sarà automatica la sua percentuale di copertura, qualora dovesse venire concessa; di conseguenza, non sarà automatico – per le banche – ridurre i requisiti di capitale trasferendo il rischio sullo Stato (per un approfondimento, consiglio una lettura di questo contributo http://www.claudioarrigoni.it/2017/12/27/fondo-di-garanzia-pmi-cosa-cambia-dal-2018/) .

E questo non è che uno dei cambiamenti in corso. Eppure la ripresa c’è, molti di noi lo hanno visto. Ma la ripresa ha bisogno di essere finanziata, e questo è il punto. E allora, la soluzione qual è?

Ci sono grande fermento e attenzione attorno a quella che viene definita la “finanza alternativa”, nelle sue diverse accezioni: fintech, piattaforme varie, mini-bond, peer-to-peer lending, ecc. L’offerta di questi prodotti alternativi si è moltiplicata negli ultimi 24 mesi ed è in continua crescita ed i volumi di operazioni sono in aumento, anche se sono ancora lontani dall’ammontare di quanto divorato dal credit-crunch. Ma, di nuovo, questi strumenti possono davvero costituire l’alternativa alla banca per le micro e le piccole imprese? Voglio dire, avete mai provato ad accedere ad una piattaforma che tratta aste o sconti fatture ed approfondire i requisiti che sono richiesti alla Vostra impresa affinché possiate essere presi in considerazione? Oppure vi siete mai chiesti a quali condizioni (di redditività, prospettiva, dimensioni ma anche di costo) si può accedere ad un mini-bond? Non fraintendetemi, sono strumenti nei quali io credo e che, realmente, costituiscono un’alternativa, spesso risolutiva, al credito bancario. Tuttavia, non sono strumenti per tutti.

E quindi? E quindi occorre che gli imprenditori comprendano i cambiamenti che hanno attraversato e continuano ad attraversare il sistema del credito e gli altri che stanno arrivando; occorre che gli imprenditori siano loro stessi a cambiare, iniziando a correggere l’impostazione delle loro imprese per adeguarsi, in fretta, ai nuovi paradigmi. E’ necessario che imparino a conoscere se stessi, i propri conti: il bilancio a giugno, fatto perché obbligatorio e perché bisogna pagare le tasse, non basta più. C’è bisogno di inserire in azienda nuove professionalità che possano assistere l’imprenditore nel conoscere e nell’avviare il processo di cambiamento, nel tempo, di quelle che sono le modalità di approccio al credito. Cambiare si può.

Scrivimi a info@claudioarrigoni.it

FINANZA AGEVOLATA: “AL VIA”, BANDO DI REGIONE LOMBARDIA

La Regione Lombardia ha approvato il Bando AL VIA al fine di sostenere gli investimenti delle imprese (NB: al momento si è in attesa della pubblicazione del bando).

SOGGETTI BENEFICIARI
Micro, piccole e medie imprese (PMI) con sede operativa in Lombardia e operative da almeno 24 mesi.

INVESTIMENTI AMMISSIBILI
Investimenti produttivi per lo sviluppo aziendale basati su programmi di ammodernamento e ampliamento produttivo.

Linee di intervento:

1. LINEA SVILUPPO AZIENDALE: Investimenti da realizzarsi nell’ambito di generici piani di sviluppo aziendale;

2. LINEA RILANCIO AREE PRODUTTIVE: Investimenti per lo sviluppo aziendale basati su programmi di ammodernamento e ampliamento produttivo legati a piani di riqualificazione e/o riconversione territoriale di aree produttive, tra cui, a titolo esemplificativo, quelli in “aree urbane compromesse”.

Per entrambe le linee occorre che gli investimenti siano posti in relazione con una delle Aree di Specializzazione previste dalla Strategia di specializzazione intelligente regionale (S3), che verranno meglio individuate e delineate nel bando attuativo.

SPESE AMMISSIBILI

LINEA 1- SVILUPPO AZIENDALE  (NB: spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda):

  • macchinari, impianti specifici e attrezzature, arredi nuovi di fabbrica necessari per il conseguimento delle finalità produttive;
    • sistemi gestionali integrati (software & hardware);
    • acquisizione di marchi, di brevetti e di licenze di produzione;
    • opere murarie, opere di bonifica, impiantistica e costi assimilati (max 20% del totale spese ammissibili).

    Gli investimenti dovranno essere sostenuti entro 12 mesi dalla data di approvazione.

    LINEA 2- RILANCIO AREE PRODUTTIVE (NB: spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda):

  • macchinari, impianti specifici e attrezzature, arredi nuovi di fabbrica necessari per il conseguimento delle finalità produttive;
    • sistemi gestionali integrati (software & hardware);
    • acquisizione di marchi, di brevetti e di licenze di produzione;
    • opere murarie, opere di bonifica, impiantistica e costi assimilati (max 50% del totale spese ammissibili).
    • proprietà/diritto di superficie in relazione ad immobili destinati all’esercizio dell’impresa (max 50% del totale spese ammissibili).

    Gli investimenti dovranno essere sostenuti entro 18 mesi dalla data di approvazione.

    AGEVOLAZIONE

    L’intervento agevolativo si compone di:
    1. Finanziamento a medio-lungo termine erogato da Finlombarda e dagli intermediari finanziari convenzionati:
    a. tasso di interesse: pari alla media ponderata dei tassi applicati alle risorse finanziarie messe a disposizione da Finlombarda e dagli intermediari convenzionati;
    b. durata: compresa tra un minimo di 3 anni e un massimo di 6 anni, incluso l’eventuale preammortamento;
    c. importo; tra un minimo di 50.000 euro e un massimo di 2.850.000 euro.

    2) garanzia regionale gratuita sul Finanziamento: la Garanzia regionale (a costo zero) coprirà a prima richiesta il 70% dell’importo di ogni singolo finanziamento.

3) contributo a fondo perduto in conto capitale: il Contributo a fondo perduto è determinato come percentuale del totale delle spese ammissibili, fino ad un massimo del 15%* – Standard 10%.

ll finanziamento e la relativa garanzia sono volti a finanziare:
• nel caso delle Linea Sviluppo aziendale, la totalità delle spese ammissibili;
• nel caso della linea Rilancio Aree produttive, solo le spese per i macchinari.

Per informazioni e approfondimenti: info@claudioarrigoni.it

FINANZA AGEVOLATA: CREDITO ADESSO DI REGIONE LOMBARDIA

L’iniziativa si pone l’obiettivo di sostenere le Micro e Piccole e Medie Imprese operanti in Lombardia, sostenendo il finanziamento del capitale circolante connesso all’espansione commerciale.

Soggetti beneficiari

Possono presentare domanda tutte le PMI singole e in qualunque forma costituite, ivi comprese le imprese artigiane, con sede operativa in Lombardia iscritte al registro delle imprese ed operative da almeno 24 (ventiquattro) mesi appartenenti ad uno dei seguenti settori:

  1. manifatturiero, codice ISTAT Primario -ATECO 2007, lett. C2.      dei servizi alle imprese avente come codice primario uno dei seguenti codici ATECO 2007:
    Ø  J62: produzione di software, consulenza informatica e attività connesse
    Ø  J63: attività dei servizi di informazione e altri servizi informatici
    Ø  M69: attività legali e contabilità
    Ø  M70: attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale
    Ø  M71: attività di studi di architettura e di ingegneria collaudi ed analisi tecniche
    Ø  M72: ricerca scientifica e di sviluppo
    Ø  M73: pubblicità e ricerche di mercato
    Ø  M74: altre attività professionali, scientifiche e tecniche
    Ø  N78: attività di ricerca, selezione, fornitura del personale
    Ø  N79: attività di servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operetor e servizi di prenotazione e attività connesse;
    Ø  N81: attività di servizi per edifici e paesaggi;
    Ø  N82: attività di supporto per le funzioni d’ufficio e altri servizi di supporto alle imprese
    Ø  H49: trasporto terrestre e trasporto mediante condotte
    Ø  H52: magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti
    Ø  S92.01.10: attività delle lavanderie industriali3.      del commercio all’ingrosso (escluso quello di autoveicoli e di motocicli) limitatamente ai gruppi con codice primario Ateco 2007:
    ØG46.2: commercio all’ingrosso di materie prime, agricole e di animali vivi;
    Ø  G46.3: commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, bevande e prodotti del tabacco;
    Ø  G46.4: commercio all’ingrosso di beni di consumo finale;
    Ø  G46.5: commercio all’ingrosso di apparecchiature ICT;
    Ø  G46.6: commercio all’ingrosso di altri macchinari, attrezzature e forniture;
    Ø  G46.7: commercio all’ingrosso specializzato di altri prodotti;

    4.      delle costruzioni, codice ISTAT Primario –ATECO 2007, lett. F

    5.      del turismo, limitatamente ai gruppi con codice ISTAT primario ATECO 2007:
    Ø  I55: alloggio

 

Investimenti ammissibili

Lo strumento finanzia la copertura dei costi relativi ad uno o più ordini accettati o contratti di fornitura; è prevista una forma di accesso semplificato per imprese con fatturati contenuti.

 

Finanziamento

Alle PMI ammesse viene concesso, da parte di Finlombarda e della Banca convenzionata (NB: la ricerca della banca convenzionata e l’attivazione dell’affidamento, sono a carico del richiedente e, per questa attività, ci si può avvalere della collaborazione del nostro Studio), un Finanziamento pari al 60% del valore degli ordini, durata di 24 o 36 mesi, con rimborso amortizing, rata semestrale a quota capitale costante (alle scadenze fisse del 30 aprile e del 31 ottobre di ogni anno) e senza preammortamento (ad eccezione di quello tecnico necessario a raggiungere la prima scadenza fissa utile).

Il Finanziamento produrrà interessi al tasso Euribor a 6 mesi oltre a un margine che varierà in funzione della classe di rischio assegnata alla PMI (rating).

A parziale copertura degli oneri connessi al Finanziamento, Finlombarda concede un Contributo in conto interessi nella misura pari a 1,25 % in termini di minore onerosità del Finanziamento. 

Agevolazione

Possono essere ammessi all’Iniziativa, uno o più Ordini accettati o Contratti di fornitura di beni e/o servizi aventi un importo complessivo minimo pari a:
Ø  Euro 30.000,00 (trentamila/00) al netto di IVA nel caso di Micro e Piccole Imprese;
Ø  Euro 100.000,00 (centomila/00) al netto di IVA nel caso di Medie Imprese.

Si precisa che non è previsto che l’Ordine accettato o il Contratto di fornitura abbiano un importo massimo, fermo restando che l’eventuale Finanziamento verrà concesso nel limite massimo di Euro 500.000,00 per le Micro e Piccole Imprese e di Euro 750.000,00 per le Medie Imprese. 

Note

l’Intervento finanziario verrà concesso sulla base dell’ordine cronologico di ricezione, fino all’esaurimento delle risorse disponibili, secondo due esiti istruttori:
–  istruttoria formale: condotta da Finlombarda che verificherà, la sussistenza o meno dei requisiti soggettivi e oggettivi;
–  istruttoria di merito creditizio: a cura di Finlombarda e della Banca convenzionata.

Per approfondimenti e assistenza: info@claudioarrigoni.it